Il compostaggio è un processo biologico aerobico che trasforma le matrici organiche. È condotto da microrganismi normalmente presenti nell'ambiente, riconducibili a tre gruppi principali:
- batteri: sono i principali responsabili della produzione di calore durante la decomposizione; degradano rapidamente le sostanze più facilmente degradabili e i prodotti intermedi del metabolismo dei funghi;
- attinomiceti: degradano sostanze complesse come proteine, cellulose, emicellulose, chitina e lignina, e sono responsabili del caratteristico odore di terra del compost maturo;
- funghi: degradano molecole complesse come cere, emicellulose, pectina e lignina, rendendo disponibili ai batteri prodotti intermedi altrimenti non degradabili.
Il compostaggio industriale riproduce, in tempi più brevi, il processo di umificazione della sostanza organica che in natura avviene, per esempio, nel sottobosco. Il processo viene controllato per ottenere un prodotto biologicamente stabile e maturo.
Le fasi
Preparazione delle matrici
Le matrici trattate sono l'umido della raccolta differenziata e gli scarti della manutenzione del verde. Vengono controllate all'arrivo e triturate. Per l'ammendante compostato misto, umido e verde sono miscelati in un rapporto volumetrico costante di 1:3 (umido : verde); per l'ammendante compostato verde si usano solo scarti verdi.
Biossidazione con rivoltamenti (almeno 90 giorni)
Dopo una fase iniziale mesofila, in cui la massa viene colonizzata dai microrganismi, segue una fase termofila: vengono degradate prima le molecole più facilmente fermentescibili (zuccheri semplici, amminoacidi, acidi organici) e poi quelle più complesse.
La fase attiva dura almeno 90 giorni, come previsto dalla normativa. Per la miscela umido-verde si svolge in capannoni chiusi, per il solo verde all'aperto. Le andane vengono rivoltate periodicamente con pala meccanica, per rimescolare il materiale, ridurne la pezzatura e mantenere un livello di ossigeno adeguato.
Le temperature raggiunte nella massa, 65–70 °C, servono a igienizzare il materiale, abbattendo patogeni e semi di infestanti, come richiesto dalla normativa sui fertilizzanti. Al termine, il materiale viene raffinato per ridurre la presenza di materiali estranei e di residui legnosi non compostati.
Maturazione statica prolungata (12–18 mesi)
Oltre la durata minima prevista, nell'impianto Biofactory il compost matura in cumuli statici per altri 12–18 mesi. Questa fase, senza rivoltamenti, è preceduta da una selezione meccanica che separa il materiale ligno-cellulosico non ancora decomposto, che torna all'inizio del processo, e gli eventuali materiali non compostabili (plastica, metalli, vetro), che vengono gestiti come rifiuti secondo la normativa.
La maturazione prolungata riproduce, in un processo controllato, la formazione dell'humus che in natura avviene nel sottobosco, e porta a un'elevata umificazione della sostanza organica (acidi umici e fulvici).
Vagliatura finale
Prima della vendita il compost è sottoposto a un'ulteriore selezione meccanica e a vagliatura, per ottenere un materiale omogeneo.
Trattamento delle arie e gestione del percolato
Le arie aspirate dai locali di ricezione e di biossidazione della FORSU sono trattate con uno scrubber a doppio stadio a umido, un sistema acido-base che assorbe, ossida o salifica le molecole odorigene presenti.
Il percolato prodotto dalle fasi di lavorazione viene raccolto in un'apposita vasca. Quando occorre aumentare l'umidità della massa in biossidazione, in particolare nella stagione estiva, il percolato viene ricircolato sui cumuli all'interno del capannone chiuso.
